domenica 20 dicembre 2015

Marco Lutz spiega i segreti della Marvel editrice

Articolo interessante sulle strategie di posizionamento 'per differenziazione 'nel mercato, tratto in massima parte da un saggio di Marco Lutz, il quale analizza il case history della Marvel

                                    Un approccio completamente nuovo al fumetto


 Lo zio di Marvel Stanley Lieber possedeva un’azienda produttrice di fumetti e lo introdusse come assistente nel 1939, all'età di 17 anni ed un paio di decenni più tardi si ritrovò ad ereditare la casa editrice, che nel frattempo era entrata in crisi.
Infatti il giro di vite sui fumetti horror avvenuto negli anni 50 aveva causato il fallimento di molte riviste

Nonostante ciò, tuttavia, la DC Comics, il leader storico del settore, aveva appena ottenuto un grande successo con un nuovo gruppo di super eroi chiamato “The Justice League of America,  che annoverava tra le sue fila niente meno che Batman, Superman ed un altra manciata di eroi in calzamaglia.

E fu così che Stanley creò “I Fantastici 4”.

Rimase scioccato come tutti gli altri quando buttò un occhio ai dati delle vendite un paio di mesi dopo. I ragazzi erano impazziti per il nuovo fumetto e lo stavano acquistando come non ci fosse un domani.  E Stan, entrato in una sorta di trance creativa, creò Spiderman, l’Incredibile Hulk, Gli X Men, IronMan, Thor, e gli Avengers.

Inoltre, Stan fece un’opera di re-branding sull’intera linea, chiamandola Marvel Comics e dando ad ogni copertina lo stesso design distintivo e dippiù, mutuando l'operato delle serie TV - per la prima volta nel settore dei fumetti - divise le avventure in puntate, in modo da catturare il lettore e portarlo all’acquisto del numero successivo per scoprire come sarebbe andata a finire.

Le storie inoltre avevano un taglio più adulto. Si trattava di una combinazione esplosiva e tutta nuova tra le storie romantiche che Stan aveva imparato a scrivere per un pubblico femminile, le saghe tradizionali dei fumetti e – ribadiamo, per la prima volta – un umorismo irriverente che permeava quasi ogni pagina.

Il mondo era costretto a prendere nota del grande movimento Marvel. Presto Magazine autorevoli come Esquire e Rolling Stones, cominciarono a parlare di Stan e della Marvel. Grazie alla nuova tecnica di scrittura i loro lettori per la prima volta non li abbandonavano non appena compiuti i 20 anni. I ragazzi dei college leggevano i suoi fumetti e li adoravano.

Stan si trovò improvvisamente ad essere una leggenda del fumetto avendo creato un modo tutto nuovo di intendere la narrativa in quel settore.

A metà degli anni 70 aveva creato il suo marchio ed era pronto per il passo successivo, Hollywood!

Dobbiamo attendere un altro paio di decenni per far si che i super eroi di Stan riscuotano successo anche al cinema. Ma nel 2012 “The Avengers” sbanca il botteghino (in gran parte perché le tecniche di storytelling utilizzate da Lee nei fumetti vengono finalmente integrate anche nell’adattamento cinematografico).

Lee è stato quindi in grado di creare una mitologia attorno ad ogni aspetto del business della Marvel che è stato recentemente acquistato dalla Disney per 4 bilioni di dollari.

Questo è il potere delle storie utilizzate per vendere.

Oggi analizzeremo come Stan ha implementato all’interno della Marvel le tecniche ed i concetti di cui ti ho parlato nei due articoli precedenti.

Se dovessimo ripercorrere in breve la sua storia verrebbe fuori una cosa del genere:

“Una startup con poche risorse e pochissimi soldi sfida la più grande azienda produttrice di fumetti sul suo stesso terreno. Attraverso l’umorismo, l’intelligenza e l’innovazione, l’azienda creò un approccio completamente nuovo al fumetto, in grado di fargli raggiungere un pubblico completamente nuovo e raggiungere il successo.”

I lettori apprezzarono molto questo tipo di storie. E’ proprio a questo che servono le storie. A creare una narrativa che ti differenzi nettamente da tutto il resto che c’è in giro.

Tracciare una netta linea di demarcazione tra te e la concorrenza. Se la storia contiene al suo interno i giusti elementi è in grado di farti attrarre dei nuovi clienti e ti aiuta a mantenere la relazione con i vecchi.

Il segreto è che devi rendere le storie una parte integrante del tuo business a tutti i livelli.

Devi utilizzare un approccio sorprendente ed interessante, che spinga il tuo pubblico a voler sempre sapere cosa succede dopo, quale sarà il tuo prossimo passo, la tua prossima mossa.

Vuoi scoprire come implementare ed integrare la tua storia all’interno del tuo business?

Ricordati sempre di far risaltare la tua personalità all’interno della tua storia. Sia la tua che ovviamente quella dei tuoi collaboratori. Questo permette alle persone di identificarsi e di provare coinvolgimento emotivo.

Ho utilizzato questa tecnica in Posta Power raccontando in termini scherzosi la storia di alcuni dei nostri affiliati che si prestava particolarmente ad una bonaria presa in giro.

 Puoi trovare gli episodi della serie “Gli eroi di Posta Power” all’interno del gruppo Facebook Posta Power.

Implementa questo step ponendoti le domande: “Quali saranno i personaggi protagonisti della mia storia?”, “In che modo la loro personalità può essere funzionale allo scopo del mio racconto?”

Pensa sempre a coinvolgere il lettore

La grande capacità di Stan era quella di coinvolgere i lettori ad un livello che fino ad allora non era mai stato raggiunto da nessuno. Attraverso tutti gli espedienti che abbiamo visto in precedenza non smetteva mai di parlare direttamente al suo lettore e quindi di intrattenerlo. Ad esempio, il mondo Marvel cresceva in maniera così complicata, che i lettori cominciavano a scrivere lamentandosi quando un fatto raccontato in un fumetto contraddiceva apertamente quello che era successo in un’uscita precedente.

Implementa questo step ponendoti le domande: “Quali opportunità ho di coinvolgere in un modo unico e nuovo i miei clienti?”, “Come posso rendere questo coinvolgimento il più memorabile possibile?”


Nel 1961 c’erano davvero pochi business più tristi, privi di valore e percepiti come senza alcun futuro rispetto ai fumetti — e nonostante questo Stanley Lieber fu in grado di prenderlo in mano e trasformarlo in un impero, grazie al potere delle storie, che oltre mezzo secolo più tardi, sta pagando i suoi più grandi dividendi, sia per se stesso che per l’azienda.

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