lunedì 21 dicembre 2015

"Come si scrive una storia con lo scopo di vendere", tratto da www.arsenaledelcopy.com

Regola numero 1- Mostra invece che raccontare

Questo può essere definito il primo comandamento che ogni buon scrittore dovrebbe seguire. Non solo ogni copywriter. Ma è particolarmente rilevante quando stai raccontando una storia che ha lo scopo di vendere.

Un esempio:"Era una notte buia e tempestosa.”

Cosa vedi quando leggi questa frase? Cosa senti? Non molto probabilmente.

Adesso paragoniamola a questo passaggio preso da una famosa sales letter nell’ambito del fundraising scritta da Kimberly Seville:

“Tutto è cominciato col calare dell’oscurità, in quella fredda sera d’inverno, quando una giovane ragazza bussò alla nostra porta di casa. Aveva le guance screpolate dal vento freddo, e tremava terribilmente. Le dissi: “Ti prego, vieni e ti troveremo un paio di panini e una ciotola di minestra calda.”

Vedi la differenza? Puoi visualizzare nella tua mente gli occhi della ragazza tremante che bussa alla porta. Il tuo cervello vive l’esperienza del freddo, come se ti trovassi di fianco alla ragazza.

Regola numero 2 - Non sprecare le parole.


Le storie hanno bisogno di tempo per essere sviluppate.

Nella fase iniziale ti troverai a scrivere molto. In questa fase non soffermarti più di tanto sulle parole, non andare di fino, semplicemente scrivi. Scrivi il più possibile.

Dopo di che però, nella fase di revisione, devi assumere un atteggiamento spietato verso te stesso. Non innamorarti delle tue parole. Taglia senza pietà tutto quello che non è rilevante e che non contribuisce a rendere la storia potente ed affascinante.

In particolare, se stai scrivendo una storia che ti riguarda in prima persona, correrai il rischio di ritenere tutto quello che ti riguarda molto interessante. Il tuo lettore però non la pensa allo stesso modo. Per questo motivo all’interno di una storia che parla di te, devi essere particolarmente brutale nel segare le parti poco rilevanti.

Regola numero 3- Comincia dal centro

Un ottimo modo per evitare di sprecare le parole è quello di cominciare da metà della storia.

 (Prendi ad esempio la lettera di Posta Power che trovi all’interno di CopyVendita).

Potrebbe venirti naturale cominciare la tua storia dall’inizio. Ma facendo così rischi di partire da troppo lontano e perdere per strada il lettore prima di arrivare al punto cruciale. Il modo più semplice per non correre questo rischio? Partire direttamente da lì. 

Dopo di che potrai portare indietro il lettore per fargli unire i puntini ed ottenere l’effetto “le origini del mito” facendogli scoprire come tutto è iniziato. Ma questo ti consente di raccontare solo i dettagli veramente rilevanti.

Regola numero 4-Fornisci dettagli irresistibili.

I dettagli specifici ed irresistibili sono il fulcro del successo di tutta la scrittura persuasiva.

Ma non tutti i dettagli sono interessanti.

Prendiamo in esame le righe di copy scritte da Kelly che abbiamo letto poco sopra. Quali sono i dettagli interessanti?

-Le sue guance erano screpolate dal freddo

-Lei tremava terribilmente

-Ti troveremo un paio di panini ed una tazza di zuppa calda

Questi dettagli ti portano direttamente dentro la scena. Anche il dettaglio della parola “trovare” ha grande peso. Con quella parola Kelly ci fa capire che le risorse sono scarse alla Covenant House ed avere a disposizione anche del cibo così semplice non era per nulla scontato.

Regola numero 5-Vai dritto al punto.

Non perdere tempo con inutili preamboli o introduzioni.

Niente: “Oggi ti racconterò una storia che parla di …”

Comincia a raccontare e basta. Non sprecare le parole. Comincia con la ragazza affamata e tremante che bussa alla porta. O con l’arzillo vecchietto di 85 anni che ritrovato la salute che credeva perduta per sempre. Comincia con l’azione. Se la scena è potente non c’è bisogno di alcuna introduzione.

Regola numero 6-Tienila breve!

Stai scrivendo una storia per vendere, non un romanzo. Non una storia fine a se stessa. Quello che ho notato è che alcune persone, quando scoprono che le storie sono un potente mezzo di marketing, ne fraintendono l’utilizzo cominciando ad infarcire i materiali di marketing con la propria biografia divisa in sette volumi, contenente una marea di fatti, dettagli, argomenti, assolutamente non rilevanti e persino dannosi.

La tua storia è uno strumento NON il fine!

Deve dire abbastanza da catturare l’attenzione del lettore e fargli venire voglia di saperne di più. Deve portarlo a voler leggere di più, deve spingerlo ad andare avanti. Ma andando avanti nella sua escursione si deve imbattere con tuo messaggio di vendita.


Osservalo mentre va avanti, questo gli sembra molto interessante, ne vuole sapere di più, chissà come va a finire e … TADAAAAAAN ecco sbucare da dietro l’albero il tuo prodotto o servizio che lo prendono di soppiatto e lo tramortiscono con il loro ritornello ipnotico “compra compra compra compra compra compra!”.


Regola numero 7-Cerca di suscitare emozioni nel tuo lettore

Cosa vuoi suscitare nel tuo lettore? Tristezza? Empatia? Compassione? Magari un po’ di rabbia? L’importante è che lo sappia fin dall’inizio. Una buona storia deve evocare delle emozioni. Orgoglio, malinconia, eccitazione, felicità, insomma qualcosa di reale e strettamente collegato alla vita del tuo lettore.

Una delle mie frasi preferite di Dan Kennedy dice: “Il buon copy è capace di portare il lettore a provare delle emozioni negative ed offre il sollievo tramite l’acquisto”.

Ti faccio un esempio tratto dalla bozza di una lettera che sto scrivendo in questi giorni:

“Tre anni fa con gli amici abbiamo deciso di festeggiare la Pasqua in campagna. Era una giornata fantastica col sole già caldo che invitava a lasciare il cappotto nell’armadio. Marco ha una splendida casa immersa nel verde e ci siamo riuniti con tutta la compagnia per fare un po’ di casino.

C’era un’atmosfera bellissima, i bambini giocavano all’aria aperta, sorvegliati dagli sguardi vigili delle mogli più apprensive.

La compagnia era veramente gradevole e così dal pranzo si è passati alla cena senza neanche alzarci dal tavolo.

Com’era normale tutti avevamo bevuto un po’. Non tantissimo, ma comunque la maggior parte delle persone aveva deciso di fermarsi a dormire.

Tranne Giovanni e Luca, i soliti fratelli testoni. Erano venuti in moto – approfittando della bella giornata – e adesso insistevano per andare via.

Nessuno fu in grado di dissuaderli. Ma in fondo nessuno credeva ce ne fosse bisogno. Non avevamo bevuto poi così tanto in fondo.

Quella fu l’ultima volta che i due fratelli salirono sulla moto. Un albero pose fine loro corsa. Per sempre.”

Questa è una lettera che affronta un argomento tecnico e in teoria dovrebbe essere infarcita di numeri.

Come mai invece ho scelto questo tipo di approccio?

Come mai ho preferito utilizzare una storia invece che i numeri?

Perché i numeri parlano alla parte razionale del cervello, ma la resistenza a stipulare una polizza assicurativa non ha nulla a che fare con la logica. Si tratta di agire a livello viscerale. Sono le emozioni che la fanno da padrone in questo campo.


E il modo migliore per superare un atteggiamento di resistenza consiste proprio nell’appellarsi alle emozioni.



Tratto da un articolo di Marco Lutz, fondatore del sito www.arsenaledelcopy.com 



domenica 20 dicembre 2015

Marco Lutz spiega i segreti della Marvel editrice

Articolo interessante sulle strategie di posizionamento 'per differenziazione 'nel mercato, tratto in massima parte da un saggio di Marco Lutz, il quale analizza il case history della Marvel

                                    Un approccio completamente nuovo al fumetto


 Lo zio di Marvel Stanley Lieber possedeva un’azienda produttrice di fumetti e lo introdusse come assistente nel 1939, all'età di 17 anni ed un paio di decenni più tardi si ritrovò ad ereditare la casa editrice, che nel frattempo era entrata in crisi.
Infatti il giro di vite sui fumetti horror avvenuto negli anni 50 aveva causato il fallimento di molte riviste

Nonostante ciò, tuttavia, la DC Comics, il leader storico del settore, aveva appena ottenuto un grande successo con un nuovo gruppo di super eroi chiamato “The Justice League of America,  che annoverava tra le sue fila niente meno che Batman, Superman ed un altra manciata di eroi in calzamaglia.

E fu così che Stanley creò “I Fantastici 4”.

Rimase scioccato come tutti gli altri quando buttò un occhio ai dati delle vendite un paio di mesi dopo. I ragazzi erano impazziti per il nuovo fumetto e lo stavano acquistando come non ci fosse un domani.  E Stan, entrato in una sorta di trance creativa, creò Spiderman, l’Incredibile Hulk, Gli X Men, IronMan, Thor, e gli Avengers.

Inoltre, Stan fece un’opera di re-branding sull’intera linea, chiamandola Marvel Comics e dando ad ogni copertina lo stesso design distintivo e dippiù, mutuando l'operato delle serie TV - per la prima volta nel settore dei fumetti - divise le avventure in puntate, in modo da catturare il lettore e portarlo all’acquisto del numero successivo per scoprire come sarebbe andata a finire.

Le storie inoltre avevano un taglio più adulto. Si trattava di una combinazione esplosiva e tutta nuova tra le storie romantiche che Stan aveva imparato a scrivere per un pubblico femminile, le saghe tradizionali dei fumetti e – ribadiamo, per la prima volta – un umorismo irriverente che permeava quasi ogni pagina.

Il mondo era costretto a prendere nota del grande movimento Marvel. Presto Magazine autorevoli come Esquire e Rolling Stones, cominciarono a parlare di Stan e della Marvel. Grazie alla nuova tecnica di scrittura i loro lettori per la prima volta non li abbandonavano non appena compiuti i 20 anni. I ragazzi dei college leggevano i suoi fumetti e li adoravano.

Stan si trovò improvvisamente ad essere una leggenda del fumetto avendo creato un modo tutto nuovo di intendere la narrativa in quel settore.

A metà degli anni 70 aveva creato il suo marchio ed era pronto per il passo successivo, Hollywood!

Dobbiamo attendere un altro paio di decenni per far si che i super eroi di Stan riscuotano successo anche al cinema. Ma nel 2012 “The Avengers” sbanca il botteghino (in gran parte perché le tecniche di storytelling utilizzate da Lee nei fumetti vengono finalmente integrate anche nell’adattamento cinematografico).

Lee è stato quindi in grado di creare una mitologia attorno ad ogni aspetto del business della Marvel che è stato recentemente acquistato dalla Disney per 4 bilioni di dollari.

Questo è il potere delle storie utilizzate per vendere.

Oggi analizzeremo come Stan ha implementato all’interno della Marvel le tecniche ed i concetti di cui ti ho parlato nei due articoli precedenti.

Se dovessimo ripercorrere in breve la sua storia verrebbe fuori una cosa del genere:

“Una startup con poche risorse e pochissimi soldi sfida la più grande azienda produttrice di fumetti sul suo stesso terreno. Attraverso l’umorismo, l’intelligenza e l’innovazione, l’azienda creò un approccio completamente nuovo al fumetto, in grado di fargli raggiungere un pubblico completamente nuovo e raggiungere il successo.”

I lettori apprezzarono molto questo tipo di storie. E’ proprio a questo che servono le storie. A creare una narrativa che ti differenzi nettamente da tutto il resto che c’è in giro.

Tracciare una netta linea di demarcazione tra te e la concorrenza. Se la storia contiene al suo interno i giusti elementi è in grado di farti attrarre dei nuovi clienti e ti aiuta a mantenere la relazione con i vecchi.

Il segreto è che devi rendere le storie una parte integrante del tuo business a tutti i livelli.

Devi utilizzare un approccio sorprendente ed interessante, che spinga il tuo pubblico a voler sempre sapere cosa succede dopo, quale sarà il tuo prossimo passo, la tua prossima mossa.

Vuoi scoprire come implementare ed integrare la tua storia all’interno del tuo business?

Ricordati sempre di far risaltare la tua personalità all’interno della tua storia. Sia la tua che ovviamente quella dei tuoi collaboratori. Questo permette alle persone di identificarsi e di provare coinvolgimento emotivo.

Ho utilizzato questa tecnica in Posta Power raccontando in termini scherzosi la storia di alcuni dei nostri affiliati che si prestava particolarmente ad una bonaria presa in giro.

 Puoi trovare gli episodi della serie “Gli eroi di Posta Power” all’interno del gruppo Facebook Posta Power.

Implementa questo step ponendoti le domande: “Quali saranno i personaggi protagonisti della mia storia?”, “In che modo la loro personalità può essere funzionale allo scopo del mio racconto?”

Pensa sempre a coinvolgere il lettore

La grande capacità di Stan era quella di coinvolgere i lettori ad un livello che fino ad allora non era mai stato raggiunto da nessuno. Attraverso tutti gli espedienti che abbiamo visto in precedenza non smetteva mai di parlare direttamente al suo lettore e quindi di intrattenerlo. Ad esempio, il mondo Marvel cresceva in maniera così complicata, che i lettori cominciavano a scrivere lamentandosi quando un fatto raccontato in un fumetto contraddiceva apertamente quello che era successo in un’uscita precedente.

Implementa questo step ponendoti le domande: “Quali opportunità ho di coinvolgere in un modo unico e nuovo i miei clienti?”, “Come posso rendere questo coinvolgimento il più memorabile possibile?”


Nel 1961 c’erano davvero pochi business più tristi, privi di valore e percepiti come senza alcun futuro rispetto ai fumetti — e nonostante questo Stanley Lieber fu in grado di prenderlo in mano e trasformarlo in un impero, grazie al potere delle storie, che oltre mezzo secolo più tardi, sta pagando i suoi più grandi dividendi, sia per se stesso che per l’azienda.

La formula della persuasione

Ecco, in sintesi, la formula 'matematica' della comunicazione persuasiva


Problema + Promessa + Elementi di Prova + Offerta: Persuasione.

Si comincia con l'identificazione del problema che assilla il prospect di mercato e su di esso si focalizza l'annuncio.
Ciò fatto occorre promettere di risolvere quel problema o di appagare quel desiderio, fornendo altresì prove difficilmente confutabili che il servizio o il bene che stai pubblicizzando nel messaggio sia effettivamente ed efficacemente in grado di risolvere quel problema
Infine non resta che formulare un’offerta che spinga il lettore a voler agire subito e procurarsi il mezzo per risolvere il suo problema.


Le regole del copywriting

Nel copywriting vi sono regole basilari frutto di decenni di esperienza e successi sul campo da parte dei più grandi maestri di questa disciplina, che va considerata una vera e propria  branca autonoma nella grande 'famiglia' della scrittura creativa.



1) Il messaggio deve suscitare un’emozione di paura o di desiderio nel lettore e al contempo offrire al lettore un modo per appagare quel desiderio o per liberarsi di quel timore

2) Il messaggio deve già premiare il suo destinatario per il solo fatto che lo stia recependo se si vuole che egli continui a leggerci fino all'ultima parola che stiamo scrivendo. Ossia, ciò che scriviamo deve offrire un beneficio immediato al lettore, come gli si stesse dicendo, credibilmente: leggi e imparerai qualcosa di utile o di dilettevole per te o magari risolverai quel rebus sul quale ti sei sempre lambiccato il cervello senza trovarne la soluzione.
Tale risultato può essere raggiunto in vari modi, per esempio fornendo al lettore un'informazione preziosa, capace di migliorare in qualche modo la sua vita oppure dando voce, esprimendo compiutamente e felicemente un sentimento che il lettore già provava ma che non era in grado di esprimere con le parole. Esprimere l'ineffabile... che grande sfida per chi scrive per passione e/o per professione!

3) Il messaggio deve trattare un argomento specifico, ossia deve presentarsi come qualcosa che riveli competenza e padronanza da parte del suo autore, purchè non si scivoli sulla buccia di banana dell'eccesso di tecnicismi e paroloni incomprensibili o peggio, dell'elencazione di numeri astrusi.

4) Il messaggio deve grondare di passione. Occorre convincere il lettore che chi scrive è un grande appassionato di quella materia


5) Il messaggio deve essere chiaro, semplice e scorrevole, ovvero non deve richiedere troppo tempo e fatica ad essere assimilato


6) Il messaggio deve essere persuasivo e dunque in grado di spiegare tutti i benefici che il prodotto o servizio pubblicizzato promette

7) Il messaggio deve essere corroborato da prove della sua veridicità, come situazioni verificabili da chiunque nella vita quotidiana; testimonial nei quali il lettore si possa identificare; citazione di fonti autorevoli; logica schiacciante; elementi grafici o fotografici

8)  Il messaggio deve potere anticipare e risolvere le obiezioni più comuni che ogni acquirente muove durante il processo decisionale

9) Il messaggio deve spiegare al lettore cosa fare esattamente

10) Il messaggio deve essere il frutto di una scoperta fondamentale, ossia rappresentare fedelmente ciò che il suo destinatario desidera o ciò di cui ha paura e mostrargli come ottenerlo o come fare in modo che non accada mai
Bisogna saper veicolare un'offerta in perfetta sintonia con ciò che quello specifico target di mercato vuole.Occorre guardare il mondo con gli occhi del prospect/target di mercato e non con i propri.
Il nostro compito come copywriter sta nell’individuare un problema che assilli il consumatore, offrendogli una soluzione credibile
"Più grande, più doloroso, più esteso è il problema … più grande è l’opportunità che si nasconde dietro. Chi è in grado di proporre una soluzione unica, funzionante e di comunicarlo in maniera efficace al mercato … è seduto su una miniera d’oro che non aspetta altro che essere estratto" (Merenda).






sabato 19 dicembre 2015

Il processo del copywriting

Il processo del copywriting si articola in sei fasi che partono dal momento in cui il copywriter ancora non sa nulla del prodotto o del servizio che si vende fino a quello in cui ne propone l'acquisto ad un determinato target di mercato

1°fase
Conosci il tuo consumatore come conosci il tuo migliore amico
E' un uomo o una donna?
Che età ha?
Come si guadagna da vivere?
Chi sono i suoi eroi?
Qual'è il suo punto dolente?
Cosa gli induce maggiore piacere?
Quale dei suoi problemi sei in grado di risolvere?

2°fase
Diventare esperti del prodotto o del servizio
Conosci il prodotto o servizio da vendere bene quanto il suo creatore/erogatore e sii in grado di descriverne peculiarità e benefici con grande precisione e chiarezza

3°fase
Incubazione

4°fase
Scheletro

5°fase
Draf 1

6°fase
Edizione finale

https://www.youtube.com/watch?v=S-sb2OdWy8o





AIDA modello di comunicazione persuasiva

AIDA

AIDA è un acronimo che si riferisce al modello ideale di comunicazione persuasiva ( utilizzato principalmente nella pubblicità, nella vendita e nel marketing diretto) ed alle quattro componenti fondamentali che devono essere assolutamente presenti, se davvero si voglia persuadere qualcuno a compiere un'azione come l'acquisto di un bene o un servizio

Attenzione:
Qualsiasi messaggio tu stia inviando esso deve essere in grado di catturare l'attenzione del lettore/consumatore e spostare il suo focus verso di te, accantonando istantaneamente ogni altra occupazione.
Ogni giorno le persone sono bombardate da centinaia di annunci di ogni tipo e solo una minima parte di essi viene percepita ad un livello 'utile', che spinge immediatamente all'azione. Dunque la tua comunicazione deve far sì che i tuoi lettori cessino di fare qualsiasi cosa di cui si stiano occupando al momento e comincino subito a leggere voracemente ciò che hai scritto
Perciò ti occorre una headline che li faccia esclamare " cosa?" oppure " wow!", una frase concisa al massimo che li spinga a leggerne una seconda.
Per esempio: "Il tempo. E' la più importante risorsa che abbiamo".


Interesse:
Hai ottenuto la loro attenzione, ma ti serve che essa da semplice allerta si trasformi in vivo interesse. La parola 'interesse' deriva dal latino e nella sua etimologia significa 'essere in mezzo' ovvero essere coinvolti da qualcosa.  Convinci i tuoi lettori che continuare a leggere è un eccellente impiego del loro tempo
Le persone amano le storie. Amiamo anche ricevere informazioni preziose. Se ne dai, ti si ascolterà.
Raccontaci una storia e allo stesso tempo dacci qualche informazione valida.


Desiderio:
Mostra ai tuoi lettori come sarebbe meravigliosa la loro vita se avessero ciò che stai vendendo
Mostra loro, ossia, fà loro visualizzare la realtà in cui desiderano vivere e come puoi aiutarli ad averla.

- caratteristiche peculiari e benefici -
- storie di successo -
- visualizzazioni -

Azione:
Un messaggio pubblicitario deve indurre a fare qualcosa e solitamente questo qualcosa è traducibile in un acquisto. Dì ai tuoi lettori come ottenere ciò che stai vendendo con semplicità.
Dì loro come comprare e aggiungi una garanzia su ciò che stai pubblicizzando.